Percorso - Alessandro Alberani
2020
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Percorso

Le esperienze della mia vita


Sono nato nel centro di Bologna e sono legato moltissimo alla mia città.

Sono stato educato ai valori cristiani, ma anche ai profondi valori laici: la libertà, l’amore, la solidarietà, la giustizia, l’impegno sociale.

Questo spazio vuole essere un tuffo emozionale nel passato
e uno stimolo a guardare sempre al futuro

Per raccontare di me inizio parlando delle mie origini, la mia famiglia.
Ho avuto due genitori molto positivi e sono cresciuto insieme ai miei due fratelli gemelli Alberto e Antonella.

 

Come si dice a Bologna ho iniziato subito a fare la “gavetta” (dei sacrifici), dai sei anni sono stato molto autonomo su tutto, aiutavo in casa ed andavo al mattino presto a fare la spesa; questo, grazie all’educazione libera, ma anche fatta di regole e sacrifici insegnata da mio padre.
Ho “assorbito” la cultura di mio nonno Pietro repubblicano-antifascista, del nonno Antonio anarchico-socialista e quella delle nonne Ernesta e Maria, cattoliche coerenti impegnate nel sociale.
Un mix incredibile che mi ha molto influenzato e stimolato.

 

Il mio percorso scolastico è stato accompagnato da grandi maestri e fin dai sedici anni ho iniziato a cimentarmi in lavoretti estivi per guadagnarmi l’autonomia ed appena diplomato ho vinto il concorso alla Cassa di Risparmio in Bologna.
Dopo le scuole superiori ho scelto di studiare per due anni giurisprudenza, per poi laurearmi in Scienze Politiche a pieni voti con una tesi pubblicata sulla CISL, grazie all’aiuto del mio maestro Giovanni Bersani e proprio in questi anni ho avuto la fortuna di avere grandi professori come Ardigò, Ruffilli, Pasquino, Panebianco e Alberigo.

 

Contemporaneamente in me sono cresciute passioni ed entusiasmi: il calcio tifando la squadra di Bologna, dove iniziai a giocare, il basket, lo sport guardato e praticato, il cinema, la politica, il teatro, la musica e soprattutto i viaggi alla scoperta del mondo e delle culture.

 

La cultura del viaggio si è sviluppata negli anni, ma già in giovinezza mio padre mi aveva educato a viaggiare; ad undici anni infatti, sono stato ai Campionati Mondiali di calcio in Inghilterra dove riuscii a tirare un rigore al mitico portiere russo Yashin e passai giorni con Rivera, Riva, Bulgarelli.
Da quell’esperienza in poi non ho più smesso di visitare paesi ed incontrare persone in tutto il mondo e, ovviamente, di amare il calcio.
Ricordo ancora con tanto amore l’anno 1964 quando iniziai ad andare allo stadio e vidi vincere lo scudetto al Bologna.

 

La svolta della mia vita è avvenuta nel 1980, quando ho incontrato Paola, che è mia moglie da 38 anni e con la quale ho avuto i due grandi amori della nostra vita, i nostri figli, Francesco nel 1982 e Luca nel 1996.
Negli anni ed ancora oggi, abbiamo condiviso nell’amore gioie e dolori, passioni, esperienze.

Nel mondo del lavoro

  • Sono stato dal 1980 al 2017 un sindacalista della Cisl nel sindacato dei bancari, nella formazione, nelle politiche sociali e sanitarie, europee, ricoprendo ruoli di responsabilità a livello locale e nazionale.
  • Inoltre, per 13 anni ho rivestito il ruolo di Segretario Generale della Cisl di Bologna.
  • Per diversi anni ho operato grazie all’ISCOS nella Cooperazione Internazionale in Brasile, Africa, America Latina e mi sono occupato di disabilità ricoprendo anche un ruolo nel Sindacato Europeo Ces.
  • In conclusione, negli ultimi anni, mi hanno eletto Presidente della Azienda Casa dell’Emilia Romagna ACER Bologna dove mi occupo tutt’ora dell’organizzazione delle case popolari.

“Ama e lasciati amare”

Roberto Benigni come ispirazione

“Ama e lasciati amare”

Roberto Benigni come ispirazione

Ho scelto di raccontarvi del mio percorso suddividendolo in quattro temi

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